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STOP AI FURTI CHIAMA LA POLIZIA AL 113

 

“SICUREZZA”: esigenza perenne che l'uomo insegue da sempre, oggi requisito primario di ogni attivita', individuale o collettiva, grazie allo sviluppo prodigioso delle “tecnologie emergenti” sotto la spinta dell' informatica, della telematica, della robotica. A fronte di una linea di tendenza della criminalita' purtroppo in salita ed ai rischi elevatissimi della vita moderna, rendere piu' sicura la vita del singolo, della famiglia, delle comunita' costituisce un obiettivo di rilevante spessore etico e funzionale che conferisce agli “operatori della sicurezza” una particolare carica psicologica, ricca di significato umano e di contenuti sociali.

Inoltre la criminalita' comune cresce e si trasforma con il tempo. Negli ultimi cinque anni, per esempio, i furti sono aumentati di quattro volte e mezzo, le rapine di quindici volte.

Il quadro della situazione e fin troppo eloquente e non merita aggettivi di sorta. La domanda, a questo punto, viene spontanea. Che fare per proteggersi da una frangia della societa' sempre piu' pericolosa, organizzata e determinata? Prima di rispondere e' bene tenere conto delle inchieste specifiche realizzate da istituti di ricerca specializzati. All' interrogativo “rispetto a cinque anni fa, ritiene che la criminalita' nella citta' sia migliorata o peggiorata”, il cinquantasei per cento degli intervistati ha ribadito che e' peggiorata. Inoltre e' emerso che le categorie piu' esposte al pericolo sono le seguenti: commercianti (57 per cento) e impiegati di banca (22 per cento). “E il furto in casa la preoccupa?”, era un altro quesito. La risposta del cinquantanove per cento e' stata: “molto”. Come le stesse cronache dei giornali hanno ampiamente riferito, la parte sana della societa' ha scelto di difendersi ricorrendo sempre piu' spesso ai sistemi di allarme o anti-aggressione. Ne esistono di ogni tipo e per qualsiasi tasca.

Se sono di buona qualita', e soprattutto se vengono tenuti in perfetta efficienza, sono in grado di ridurre al minimo il pericolo. Intanto, pero', come ha denunciato la polizia, i “soliti ignoti” o rapinatori continueranno a colpire come e dove vorranno. Chi di noi, durante le vacanze, non ha mai pensato di rimanere vittima dei ladri di appartamento?. Eppure, come le statistiche insegnano, in Italia, contrariamente a quanto avviene in molti paesi del mondo, esiste ancora, specialmente in alcune regioni poco industrializzate, una scarsa cultura della sicurezza. Ognuno di noi spera di non dover mai vedere il proprio appartamento svaligiato. Ma non fa nulla o poco per evitarlo.
Un' altra considerazione. Fino a non molto tempo fa i piu' esperti ladri di appartamento erano i soliti topi di appartamento. Costoro negli ultimi mesi, stando ai dati in possesso delle forze dell'ordine, sono stati soppiantati dagli extracomunitari e dai tossicodipendenti i quali, spesso, se colti sul fatto, hanno reazioni incontrollate e quindi estremamente pericolose.
In un referendum si legge tra l'altro che il quadro emerso e' quello di una citta' non terrorizzata, ma certamente allarmata. La gente ha soprattutto paura della violenza, teme la piccola delinquenza dei tossicomani, non si sente sicura di sera nelle strade deserte. E' convinta che negli ultimi cinque anni la situazione sia peggiorata e chiede un potenziamento degli organici delle forze dell'ordine e una migliore illuminazione pubblica. Come dicevamo, cio' che i cittadini temono di piu' sono le aggressioni (il 65 per cento degli intervistati si e' detto “molto preoccupato” per questa forma di violenza.
In un' ideale classifica della paura troviamo al primo posto i furti in casa (59 per cento), gli scippi (55 per cento), mentre i furti d'auto sono all'ultimo posto e destano molta preoccupazione nel ventotto per cento dei cittadini. Le donne sono generalmente piu' timorose degli uomini, cosi' come gli anziani hanno piu' paure rispetto ai giovani. Per quanto riguarda le aggressioni, ad esempio, il settantotto per cento delle signore si dichiara “molto preoccupato” (contro il 50 per cento degli uomini). La percentuale piu' alta si registra tra i negozianti e gli artigiani (80 per cento); quella piu' bassa tra gli studenti (51 per cento).
L' atteggiamento nei confronti del furto in casa merita qualche riflessione in piu'. Normalmente la gente teme maggiormente i reati che comportano una violenza sulla persona rispetto a quelli che si esauriscono nella perdita di un bene di poco conto come le solite collanine e gli anelli di scarso valore lasciati nei cassetti dell'appartamento.
Raramente il furto in casa e' accompagnato da un' aggressione (i ladri preferiscono entrare in azione quando in casa non c'e' nessuno); ma da un lato l'intrusione nella propria abitazione viene vissuta come una violenza personale, dall'altro il livello di identificazione(“puo' capitare anche a me”) e' altissimo.
Questi due elementi fanno si - ha concluso il sondaggio – che il furto in casa sia piu' temuto di un reato tipicamente violento come lo scippo, per altro diffusissimo in tutte le citta' italiane.

 

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